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DNS cifrato in casa: DoH e DoT senza perdere il controllo della rete

Differenze tra DNS over HTTPS e DNS over TLS, dove cifrare il DNS in una rete domestica e come evitare che i dispositivi aggirino il resolver di casa.

Ogni volta che apri un sito, il dispositivo chiede a un server DNS di tradurre il nome in un indirizzo IP. Con il DNS tradizionale questa domanda viaggia in chiaro: chi si trova sul percorso, a partire dal provider, può vedere quali nomi vengono richiesti e in teoria modificare le risposte. Il DNS cifrato risolve il problema, ma in una rete domestica introduce una questione nuova: chi decide quale DNS usare, la rete o il singolo dispositivo?

DoH e DoT: due modi di cifrare

Esistono due protocolli principali, con lo stesso obiettivo e una differenza pratica importante.

Caratteristica DNS over TLS (DoT) DNS over HTTPS (DoH)
Porta 853, dedicata 443, la stessa del web
Riconoscibile in rete Sì, dalla porta Difficile da distinguere dal traffico web
Uso tipico Router, resolver, Android Browser, sistemi operativi
Bloccabile dalla rete Facilmente Solo con elenchi di server noti

Dal punto di vista della riservatezza si equivalgono. Dal punto di vista di chi gestisce la rete, DoT è trasparente: si vede che c'è e lo si può governare. DoH si confonde con la navigazione normale.

Dove cifrare: dispositivo o resolver di casa

Le strategie possibili sono due, e conviene sceglierne una con chiarezza.

Cifratura sul resolver di casa

Tutti i dispositivi chiedono il DNS al resolver locale: il router, un Pi-hole, un AdGuard Home. È il resolver a inoltrare le richieste verso l'esterno usando DoT o DoH. In questo modo:

  • il traffico DNS che esce da casa è cifrato e il provider non lo legge;
  • il filtro DNS, i nomi locali e i registri restano centralizzati;
  • i dispositivi non devono essere configurati uno per uno.

Il tratto tra il dispositivo e il resolver resta in chiaro, ma è dentro casa. Per una rete domestica è la soluzione più equilibrata.

Cifratura sul singolo dispositivo

Il browser o il sistema operativo usano direttamente un server DoH esterno. È utile su un portatile che si collega spesso a reti pubbliche, ma in casa scavalca il resolver locale: il filtro pubblicitario non funziona, i nomi locali non si risolvono e il controllo parentale basato sul DNS diventa inefficace.

Quando i dispositivi aggirano il resolver

Molti browser attivano DoH in automatico in alcuni paesi o su richiesta dell'utente. Alcune app e apparecchi smart usano server DNS propri, in chiaro o cifrati, ignorando quello indicato dal DHCP. Ci sono alcune contromisure, da usare in ordine.

  1. Configura i dispositivi che controlli: nelle impostazioni del browser si può disattivare il DNS sicuro o indicare come server il resolver di casa, se questo offre DoH.
  2. Usa il dominio di controllo di Firefox: Firefox, prima di attivare DoH in automatico, verifica il dominio use-application-dns.net. Se il resolver locale risponde che il dominio non esiste, l'attivazione automatica non avviene. Pi-hole e AdGuard Home possono farlo con un'impostazione.
  3. Reindirizza la porta 53: una regola sul router che intercetta tutto il DNS in chiaro diretto all'esterno e lo manda al resolver locale cattura gli apparecchi con server fissi.
  4. Blocca la porta 853 in uscita: chi tenta DoT verso l'esterno, non riuscendo, ripiega di solito sul DNS ricevuto dalla rete.
  5. Blocca i server DoH noti: esistono elenchi pubblici di server DoH che si possono usare come blocklist nel filtro DNS. Non sono mai completi, ma coprono i casi più comuni.

Un esempio di configurazione

In una casa tipica, una configurazione solida può essere questa:

  • AdGuard Home o Pi-hole come unico DNS distribuito dal DHCP;
  • inoltro verso l'esterno tramite DoT o DoH verso due provider diversi, per avere ridondanza;
  • risposta negativa al dominio di controllo di Firefox;
  • regola sul router che reindirizza la porta 53;
  • blocco della porta 853 in uscita per tutti tranne il resolver.

Il portatile che esce di casa può avere un profilo DoH proprio, attivo solo quando non è sulla rete domestica. Alcuni sistemi operativi consentono di impostarlo per rete.

Cosa non fa il DNS cifrato

È importante non sopravvalutarlo. Il DNS cifrato nasconde le domande DNS, ma il sito che visiti resta visibile al provider per altre vie: l'indirizzo IP di destinazione e, in molti casi, il nome del sito indicato durante l'apertura della connessione cifrata. Non è una VPN e non rende anonimi. È un tassello utile di riservatezza, soprattutto contro la raccolta sistematica dei nomi visitati e contro la manipolazione delle risposte.

Nel mio lavoro preferisco quasi sempre cifrare sul resolver di casa e mantenere i dispositivi semplici: si ottiene la stessa riservatezza verso l'esterno senza rinunciare alla visibilità su quello che succede in rete.

In sintesi

  • DoT usa la porta 853 ed è riconoscibile; DoH viaggia sulla 443 come il web.
  • In casa conviene cifrare sul resolver locale, che inoltra in DoT o DoH.
  • DoH configurato nei singoli dispositivi scavalca filtro e nomi locali.
  • Reindirizzare la porta 53 e bloccare la 853 limita i dispositivi che aggirano il resolver.
  • Il DNS cifrato protegge le domande DNS, ma non sostituisce una VPN.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

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