I dischi sono il componente che si consuma per primo in un homelab e quello che, quando si guasta, mette a rischio i dati. Un SSD perfetto per un portatile può esaurirsi in fretta sotto il carico di un hypervisor, e un hard disk economico può trasformare la ricostruzione di un array in un'operazione interminabile. Vale la pena scegliere in base all'uso, non solo al prezzo per gigabyte.
SSD: le specifiche che contano davvero
Endurance
Le celle di memoria flash sopportano un numero limitato di cicli di scrittura. I produttori esprimono la durata in due modi:
- TBW (terabyte scritti): quanti terabyte si possono scrivere durante la garanzia;
- DWPD (scritture complete al giorno): quante volte al giorno si può riscrivere l'intera capacità per tutto il periodo di garanzia.
Un SSD consumer da 1 TB dichiara tipicamente alcune centinaia di TBW; i modelli enterprise orientati alla scrittura arrivano a valori di molto superiori. Un hypervisor con ZFS, log, database e macchine virtuali che scrivono di continuo può consumare l'endurance più rapidamente di quanto si pensi. La buona notizia è che lo si può misurare: i dati SMART riportano i dati scritti e la percentuale di vita utilizzata. Controllarli dopo un mese di funzionamento dà una stima realistica della durata.
Protezione da mancanza di corrente
Molti SSD enterprise hanno la PLP (power loss protection): condensatori che, in caso di blackout, forniscono l'energia sufficiente a scrivere sulla memoria flash i dati ancora nella cache del disco. Questo permette al disco di confermare le scritture sincrone in sicurezza e molto più rapidamente. Per un dispositivo SLOG di ZFS o per database con molte scritture sincrone, la differenza di prestazioni è notevole.
DRAM e cache
Gli SSD senza DRAM, o con cache SLC piccola, vanno bene per carichi leggeri ma possono crollare di prestazioni durante scritture lunghe e sostenute, come una migrazione di macchine virtuali o il ripristino di un backup.
SSD enterprise usati: un'occasione da valutare
Sul mercato dell'usato si trovano SSD enterprise dismessi da data center, in formato SATA, U.2 o M.2 da 22110. Spesso hanno endurance enorme e PLP a prezzi interessanti. Prima di comprarli:
- chiedi o verifica i dati SMART: ore di funzionamento, dati scritti, percentuale di vita residua;
- controlla il formato: i dischi U.2 richiedono un adattatore o un backplane compatibile;
- considera consumo e calore, spesso più alti dei modelli consumer;
- aggiorna il firmware se il produttore lo rende disponibile.
Hard disk: CMR e SMR
Per l'archiviazione di grandi quantità di dati gli hard disk restano più convenienti. La distinzione fondamentale è la tecnologia di registrazione:
- CMR (registrazione convenzionale): le tracce sono separate, ogni settore si riscrive indipendentemente;
- SMR (registrazione a tracce sovrapposte): le tracce si sovrappongono come tegole per aumentare la densità; riscrivere una zona richiede di riscrivere anche le tracce vicine.
Gli SMR funzionano bene per scritture sequenziali e archivi che cambiano poco, ma con scritture casuali prolungate le prestazioni possono crollare. Durante la ricostruzione di un array RAID o il resilver di ZFS, questo comportamento può allungare enormemente i tempi o far scattare timeout. Per NAS e array con ridondanza è prudente scegliere CMR, verificando la scheda tecnica del modello preciso: la stessa famiglia commerciale può includere entrambe le tecnologie.
Altri criteri per gli hard disk
| Criterio | Cosa controllare |
|---|---|
| Classe | modelli per NAS o enterprise, pensati per funzionare 24 ore su 24 |
| Velocità di rotazione | 7200 giri sono più veloci ma più rumorosi e caldi di 5400 |
| Rumore | i modelli enterprise ad alta capacità possono essere rumorosi in testina |
| Carico di lavoro annuo | indicato in TB all'anno nelle schede tecniche |
| Garanzia | spesso più lunga sulle linee per NAS ed enterprise |
Comprare con criterio
Alcune abitudini riducono il rischio di guasti simultanei:
- non comprare tutti i dischi di un array dallo stesso lotto: dischi prodotti insieme possono guastarsi in tempi ravvicinati; acquistarli in negozi o momenti diversi aiuta;
- provare i dischi nuovi prima di affidargli dati: un test SMART esteso e una scrittura completa della superficie fanno emergere i difetti di gioventù;
- tenere un disco di ricambio già testato, così la sostituzione inizia subito;
- etichettare ogni disco con numero di serie e posizione, per sostituire quello giusto.
Un esempio di assetto
Nel mio lavoro un assetto tipico per un homelab domestico è questo: due SSD con PLP in mirror per sistema e macchine virtuali, due o più hard disk CMR in mirror o RAIDZ2 per l'archivio, e una copia di backup su dischi separati. Ogni livello ha il disco giusto per il suo carico.
In sintesi
- Per gli SSD contano endurance, PLP e comportamento sotto scritture prolungate, non solo la velocità di picco.
- I dati SMART dopo un mese di utilizzo indicano quanto durerà davvero un SSD.
- Gli SSD enterprise usati offrono endurance e PLP a buon prezzo, previa verifica.
- Per NAS e array ridondanti si scelgono hard disk CMR, controllando il modello esatto.
- Lotti diversi, test iniziali e un ricambio pronto riducono i rischi.